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Turismo

Piazza Giovanni Battista Donati

Galileo Galilei, come tutti sanno, nacque, studiò e fece i suoi primi esperimenti a Pisa; a Padova, poi, acquisì fama universale. E’ giusto ricordare, però, che nella città della Torre sono nati e si sono formati anche altri scienziati, divenuti celebri altrove: è il caso per esempio di Giovanni Battista Donati (1826 - 1873). Chi si trova a passeggiare sotto le caratteristiche logge di Borgo Stretto, da poco restituito a nuovo splendore per il piacere dei cittadini e dei turisti, può, attraverso un breve vicolo, raggiungere la sua casa natale in una piazza che, ovviamente, ha preso il suo nome.

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In alto, su quell'antico palazzo, c'è una lapide che, sinteticamente, lo ricorda. Il giovane Giovanni Battista studiò matematica alla prestigiosa Scuola Normale Superiore, situata nella vicina Piazza dei Cavalieri, dove ebbe come maestro, tra gli altri, il Mossoti. Dopo la laurea e una breve permanenza nell'Ateneo pisano, fu nominato professore di astronomia all'Osservatorio Astronomico e Meteorologico annesso al Regio Museo di fisica e storia naturale di Firenze guidato, allora, da G. B. Amici. Quest'ultimo, abile ottico e famoso costruttore di strumenti, più interessato alla verifica delle proprie realizzazioni che alle osservazioni astronomiche, lasciò presto e volentieri questo compito al giovane e promettente assistente. Donati, sfruttando al meglio gli eccellenti obiettivi di cui poteva disporre, si applicò con costanza e intelligenza alla "caccia" ed allo studio delle comete, tanto che quella del 1858 prese il suo nome. Non era, per la verità, la prima che egli scopriva ma, per la cospicua e insolita coda che essa mostrò nei mesi successivi, rese il nome del suo scopritore famoso nel mondo. Fu anche tra i primi a osservare gli spettri della luce proveniente dalle stelle e, nel 1860, usando una lente del diametro di 41 centimetri appartenuta all'Accademia del Cimento, in combinazione con un prisma, ne ottenne, per la prima volta, la visione diretta. Usando lo stesso sistema osservò anche gli spettri cometari aprendo così la strada alle teorie sulla loro natura e composizione.   Alla morte di Amici, nel 1864, Donati assunse la direzione dell’Osservatorio di Firenze. Perfettamente consapevole dell'importanza, per la ricerca astronomica, di poter contare sulla costruzione di strumentazione all'avanguardia, si adoperò per evitare il possibile probabile smembramento delle officine di Amici. In breve tempo, grazie soprattutto al suo intervento, furono raccolti i capitali necessari e fondate, così, le Officine Galileo, nucleo della futura e famosa industria di precisione italiana. A Donati si deve anche la fondazione e la costruzione dell'Osservatorio di Arcetri. Così sosteneva la sua richiesta al Governo della giovane Italia unita: "Gli Osservatori elevati, come in Italia, non sono conformi ai tempi. Intendo dire degli Osservatori costruiti sopra fabbriche elevate ma in luoghi bassi; perché le fabbriche elevate vanno sempre soggette a oscillazioni che oppongono un ostacolo insuperabile alle osservazioni esatte. E' necessario il fare Osservatori in luoghi elevati abbastanza da avere l'orientamento libero, ma in fabbriche, più che si può basse.". Già nel 1862 aveva avanzato le prime proposte, ma solo nel 1869 fu in grado di illustrare agli scienziati italiani riuniti a Firenze il progetto definitivo. Disegnò personalmente la "macchina equatoriale" per garantire un'adeguata montatura alle stupende ottiche di cui disponeva. Il nuovo Osservatorio fu infine costruito, malgrado le inevitabili difficoltà, e inaugurato nel 1872; ma senza il suo ideatore, costretto a letto da una incidentale frattura ad una gamba. Purtroppo non poté neanche sfruttare le possibilità osservative offerte dalle nuove strutture per cui si era tenacemente battuto. Un anno dopo, al ritorno da un congresso scientifico a Vienna dove aveva contratto la malattia, morì di colera.

testo del Prof. Mauro Pisani
Pubblicato su La Stampa il 15 maggio 2002

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Ultimo aggiornamento: giovedì, 14 ottobre 2010 10.21